Nei boschi intorno a Rotonda, Giovanni cerca il tartufo da oltre trent’anni. Chi partecipa non assiste a una dimostrazione: accompagna una pratica che continua anche senza visitatori.



Giovanni pratica la cerca del tartufo nei boschi del Pollino da oltre trent’anni.
Non è un’attività costruita per chi arriva da fuori. È un lavoro che continua in ogni stagione, anche quando non ci sono ospiti.
La cerca non consiste nello scavare a caso. Richiede conoscenza del terreno, lettura dei segnali naturali e una relazione costante con i cani.
Il tartufo non si vede. Si individua attraverso il comportamento del cane e l’interpretazione dell’ambiente.
Chi partecipa cammina nel bosco insieme a Giovanni, osservando una pratica che esiste già e che segue il ritmo del luogo.
Giovanni ha addestrato personalmente i suoi cani nel corso degli anni.
Esce con loro regolarmente, anche quando non ci sono visitatori. La loro presenza non è parte di una performance: è il centro della pratica.
Durante l’uscita si osservano:
la fase di cerca
la segnalazione del cane
la decisione di intervenire
l’estrazione, quando avviene
Il bosco non è una scenografia. È l’ambiente dentro cui questa relazione prende forma.
La cerca, in questo senso, è anche un modo di stare nel territorio senza alterarlo: camminare, leggere, aspettare, riconoscere.
L’uscita dura in media 1h30 – 2h, ma il ritmo reale dipende dai cani, dal terreno e dalla stagione.
Può includere:
cammino in silenzio
pause di osservazione
deviazioni non previste
momenti in cui non accade nulla
eventuale ritrovamento ed estrazione
Il tartufo può non essere trovato.
Non è un elemento di suspense, ma una parte naturale della pratica.
Se il ritrovamento avviene, il tartufo può essere grattugiato su pane locale con olio extravergine. Non è una degustazione guidata: è un gesto semplice che collega il bosco alla tavola.
Giovanni conduce personalmente l’uscita, senza uno script fisso. La conversazione nasce lungo il cammino, a partire dal bosco e da ciò che succede.
Per chi non è adatto Non è adatto a chi:
Cerca risultati garantiti
preferisce attività dimostrative
vuole spiegazioni continue
Non è disposto a camminare in un ambiente naturale non attrezzato
Aspetta un'esperienza progettata per intrattenere
Nelle aree interne dell’Appennino la cerca del tartufo fa parte di un insieme più ampio di pratiche che mettono in relazione bosco, stagioni, animali e conoscenza locale.
Non è solo una tecnica di raccolta, ma una forma di attenzione al territorio. Cambiano gli odori del bosco, la profondità del tartufo, il comportamento dei cani e il modo di leggere il terreno.
A Rotonda questa pratica si inserisce nel paesaggio del Pollino, dove bosco e campagna continuano a segnare il ritmo delle attività stagionali.
Durante l’anno la cerca cambia:
estate : scorzone
autunno : flenico
altri periodi : nero pregiato
Per questo non esistono due uscite identiche.
Durata
1h30 – 2h
Partecipanti
2–6 persone
Lingua
Italiano
Luogo
Bosco naturale nei pressi di Rotonda
Ambiente
Percorso non attrezzato
Stagionalità
Tutto l’anno
Varietà stagionali
Scorzone, flenico, nero pregiato
Nota
Il ritrovamento non è garantito