Corippo, Svizzera: il più piccolo e affascinante borgo del Ticino è un villaggio con una popolazione di soli 12 abitanti.
In auto da Locarno (30 min) risalendo la Val Verzasca. L’ultimo tratto è una strada stretta a una corsia. Si arriva fino alla reception sulla piazza per il check-in, poi si lascia la macchina nel parcheggio segnalato a 200 metri dal paese. Da lì si cammina: vicoli stretti, scale di pietra, salite.
Aeroporti: Lugano-Agno e Milano Malpensa
La piazza con la chiesa parrocchiale, cuore del villaggio. Il mulino del paese, ancora in funzione, gestito dalla Fondazione Corippo. La cappella in alto, punto di orientamento verticale e fine del paese salendo. I sentieri della Val Verzasca per escursioni nella valle, con partenza dal paese stesso.
La cucina del Corippo Albergo Diffuso. Apre solo la sera, cucina della Val Verzasca con cuoco francese che ha esperienza in Sud America. Farina del mulino del paese, formaggi del Ticino alpino, cacciagione locale (cervi e cinghiali da settembre a dicembre), luccio del lago Maggiore in carta tutto l’anno. Mezza pensione inclusa nel prezzo della camera. Durante il giorno la reception/ex osteria serve caffè, affettati, dolci.
Panettiere — ogni mattina alle 8.30 in piazza, suona le campane. Postino — passa alle 11, prende il caffè in cucina. Mercato e supermercato più vicini: a Locarno (30 min in auto). Case di vacanza dei proprietari svizzero-tedeschi — stagionali, parte del tessuto del paese da vent’anni.
Reception del Corippo Albergo Diffuso sulla piazza della chiesa. Farmacia, medico e banca a Locarno (30 min in auto). Connessione internet disponibile presso reception e camere. Lingue parlate: italiano, francese, inglese.
Corippo ha undici abitanti, non è un modo di dire. L’ex sindaco boscaiolo vive una vita che a Corippo si viveva centocinquant’anni fa: tetti, sentieri, bosco, soccorso in montagna. La sera passa in cucina all’albergo per una birra. Una vicina di casa fa parte del piccolo gruppo di abitanti che, quando vogliono, passano per un caffè. L’albergo è l’unica azienda attiva del paese. A questi undici si aggiungono i proprietari delle case di vacanza, soprattutto svizzero-tedeschi arrivati vent’anni fa, che parlano italiano e fanno parte del tessuto stagionale. Nel mezzo, due rumori che non si fermano: le campane della chiesa e i due fiumi che si incrociano sotto il paese.
La Val Verzasca non è una filiera industriale, è una rete piccola di cacciatori, contadini, pescatori, casari che lavorano a scala familiare. Il mulino del paese, gestito dalla Fondazione Corippo, è ancora in funzione: macina il mais che diventa la polenta servita la sera. Cervi e cinghiali della valle entrano in cucina da settembre a dicembre. Il büscion, formaggio fresco ticinese — “profumo di latte” — dalle latterie del Ticino alpino. Il luccio dal lago Maggiore, in carta tutto l’anno. Nessun prodotto esotico, nessun pesce di mare, nessun ingrediente che non abbia un fornitore con un nome a meno di trenta chilometri.
Corippo è un paese di trecento abitanti diventato undici, con una diaspora sparsa tra la Svizzera e l’estero. A metà dicembre torna. Il patriziato e la parrocchia allestiscono un presepe grande che attira gente da tutta la valle. L’associazione dei proprietari delle case di vacanza organizza con l’albergo tre giorni di festa: Jeremy e Desirée cucinano fondue, arrivano musicisti. Cinquecento persone in un villaggio di undici abitanti. Non è un evento per turisti — la stagione è finita. È il momento in cui il paese si ricompone: chi è rimasto, chi è partito e torna, chi ci lavora. Per tre giorni Corippo è di nuovo trecento. A luglio c’è un secondo momento, più piccolo: la festa della Madonna del Carmine — campane per 45 minuti due volte al giorno, una piccola processione.
| Stagione | Cosa succede |
|---|---|
| Inverno | Paese fermo. L’albergo chiude solo a gennaio — il resto dell’anno è aperto, anche in pieno inverno. Metà dicembre c’è il presepe e la festa di tre giorni con la diaspora corippese. A febbraio si riapre. |
| Primavera | Marzo–maggio. Il paese si riapre. Arrivano i primi escursionisti sulla valle. La cucina dell’albergo riparte la sera. I sentieri vengono rimessi in ordine dopo l’inverno. |
| Estate | Giugno–agosto. Alta stagione di passaggio: flusso di escursionisti nella valle durante il giorno. Il paese è più pieno. A luglio, la festa della Madonna del Carmine — campane per 45 minuti due volte al giorno, una piccola processione. |
| Autunno | Settembre–novembre. La cacciagione entra in cucina (cervo, cinghiale). Gli escursionisti diminuiscono. Le giornate sono quelle in cui il paese è più se stesso per chi dorme qui. |
| Momenti rilevanti | Metà dicembre — inaugurazione del presepe e festa di tre giorni con la diaspora corippese. Luglio — festa della Madonna del Carmine. |